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I CALANCHI
Una delle maggiori bellezze paesaggistiche di Rigoroso è costituita dai calanchi. Per chi non fosse pratico del luogo e volesse ammirarne la peculiarità, essi sono ben visibili lungo la strada comunale che dal paese conduce a Sottovalle. Queste splendide formazioni si sono costituite nelle marne oligoceniche, unità che circa trenta milioni di anni fa si depositarono in una sorta di mare chiuso, denominato Bacino Terziario Ligure Piemontese, che occupava l’intera Pianura Padana. La Valle Scrivia, così come l’Alta Vallemme, le valli dell’Erro e Borbera, era una zona assimilabile ad ambiente costiero e di deposizione fluviale. In alcune aree del paese è possibile rinvenire conchiglie e piante fossili. Sulle sommità dei calanchi, soprattutto nelle zone prative, è possibile imbattersi in numerose specie di orchidee selvatiche, come la Ophrys apifera ed insectifera, la Orchis purpurea, l’Anacamptis pyramidalis, le elleborine, ecc. La loro raffinata bellezza nulla toglie all’esplosiva fioritura delle ginestre ed alla possente solidità delle roveri, al profumo del timo e della santoreggia.
ophrys apifera E’ un paesaggio magico, soprattutto per chi vive e conosce questi luoghi. Qui a Rigoroso li chiamiamo “tufi”; tutte le generazioni hanno consumato i pantaloni nelle lunghe scivolate dai loro pendii, mentre gli anziani ricordano soprattutto la fatica ed il sudore necessari per strappare a quella terra grama un po’ di raccolto e per tenere in piedi le strade, oppure i fantastici voli delle pernici rosse che si libravano nel vuoto. La bellezza estetica dei calanchi si esprime nelle sfumature del grigio lungo le linee disegnate da rivoli di acqua piovana, nei giochi di luce, riflessi, raggi di sole e di luna…Sembra di esserci sulla luna, sopra un mare di pietra… Per chi avesse voglia di visitarli, una delle formazioni più caratteristiche per la bellezza e la particolarità degli affioramenti rocciosi, si trova in località “Rivò”, nella strada che da Borgata La Costa va verso la Cascina.
località Rivò
-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+- ACQUA FREDDA
-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+- I PORTALEGNANon appartengono al genere umano. Potrebbero essere folletti del bosco, gnomi e ninfe, che trascorrono la loro magica esistenza in un luogo incantato, incontaminato, dove nelle rocce spuntano felci e capelvenere, nelle acque limpide si specchiano gli alberi e gli animali, paradiso in cui gli unici rumori sono dati dall’infrangersi del acqua delle cascate e dal fruscio del vento tra le foglie… Se si trattasse di una favola potrebbe iniziare così. Invece si tratta della realtà, di un paesaggio reale e di un luogo che pulsa di vita, uno dei tesori più preziosi di Rigoroso, ricco di molti angoli poco accessibili da riscoprire: il Rio dell’Acquafredda. In questo microclima particolarissimo a causa della scarsa esposizione al sole ed alla freddezza delle acque, si possono osservare molte specie animali e vegetali alquanto curiose. Nei tratti in cui l’acqua scorre più lenta dopo aver formato le cascate che caratterizzano il corso, in un fondale fatto di foglie, pietre e rami spezzati, fra i gamberi ed altre creature, è possibile scorgere alcuni legnetti che sembrano muoversi in modo del tutto estraneo al flusso delle acque, anche controcorrente. Solo un’osservazione più attenta rivela che ci si trova dinnanzi a strani insetti il cui corpo è circondato da una “casetta” cilindrica composta da piccoli pezzi di legno o di pietruzze simili a quelle del fondo. Per me è stata una scoperta entusiasmante, la natura non finisce mai di stupire con le sue meraviglie, anche se , non conoscendo nessun entomologo, non sono riuscita a sapere che cosa fossero fino al momento in cui non ho visto un documentario sul Gran Paradiso.
Si tratta dei tricotteri.
Sono insetti che trascorrono la maggior parte della loro vita in acqua mentre diventano insetti alati da adulti. Dalle uova, deposte sotto forma di masserelle fissate ai substrati sommersi, si sviluppano larve che costruiscono astucci cementando granuli di sabbia, pietruzze,legnetti, foglie o parti di vegetali e piccole conchiglie che sono tenuti insieme con una secrezione simile a seta. Per questa caratteristica i Tricotteri sono volgarmente denominati "portasassi" e "portalegna".
tipi di foderi larvali (astucci)
Possono vivere in tutti i tipi di fiumi, calcarei o granitici, lenti o veloci, come nelle acque calme e laghi. Costituiscono fino al 40% dell'alimentazione dei salmonidi e la loro presenza e densità sono essenziali per la valutazione della qualità delle acque. Questo è uno dei motivi per cui la loro esistenza
è sempre molto importante. Impossibile confondere i tricotteri con altri insetti.
Gli adulti, quando sono in posizione di riposo, possiedono delle ali "a tetto", generalmente pelose (questo conferma l’origine etimologica del loro nome di origine greca del resto: trikos = peli, pteros = ali), ed uno sperone molto visibile sulle zampe. Le schiuse di tricotteri iniziano a primavera e durano tutta la stagione. Il loro ciclo di vita dura circa un anno; undici mesi di vita larvale e ninfale e 15/30 giorni di vita adulta.
Ciclo biologico di un tricottero: A - massa di uova gelatinose deposte sulla pagina inferiore di una foglia; B - massa di uova che rigonfiandosi in acqua cade sul fondo; C - giovane larva; D - larva matura che cammina sul fondo; E - fodero pupale ancorato ad una pietra; F - pupa che, nuotando, raggiunge la superficie dell'acqua; G - pupa matura dalla quale emerge l'insetto; H - l'immagine che si asciuga all'aria con le ali nella tipica posizione a tetto spiovente; I - imago in volo alla ricerca di un substrato al quale attaccare la massa di uova.
-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+- IL LECCIO DI RIGOROSOIl 16 giugno 2003 il Servizio Gestione Beni Ambientali della Regione Piemonte aveva comunicato all’Amministrazione Comunale di Arquata l’avvio della procedura di inclusione nell’elenco degli Alberi Monumentali della Regione per il gigantesco leccio situato sulla terrazza panoramica di località Belvedere a Rigoroso (foglio di mappa catastale n. 25 particella 01). Il grande albero il cui nome scientifico è “Quercus Ilex” viene definito come singolo albero di peculiare importanza per le dimensioni, la maestosità e la longevità, considerando che pur trattandosi di pianta tipicamente mediterranea, appartenente alla fascia climatico forestale del “Lauretum”, vegeta in quella del “Castanetum”. In questi giorni è stata trasmessa al comune di Arquata la proposta di vincolo di tutela in base alla vigente normativa (D. Lgs. 29/10/99 n. 490 Titolo II, Alberi Monumentali, e CR 50/95), in seguito al parere favorevole espresso dalla Commissione Regionale. Le motivazioni della commissione che giustificano l’apposizione del vincolo si concentrano in tre punti: “1) le dimensioni (circonferenza 4 metri, altezza 15 metri) sono considerevoli per questa specie e fanno di questo esemplare uno dei più grandi tra quelli segnalati in Italia.; 2) il valore naturalistico: il leccio è una specie tipicamente mediterranea e la presenza dell’esemplare di Rigoroso, messo a dimora dagli avi dell’attuale proprietario, arricchisce il patrimonio botanico piemontese; 3) valore paesaggistico: l’albero è situato in posizione estremamente panoramica, su di un belvedere che guarda verso la vallata dello Scrivia”.
-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+- AVIFAUNA LOCALE
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